Problem setting: il 17 aprile un incontro in Studio

Formazione in StudioSpesso si osserva una tendenza ad evitare, spostare, scaricare i problemi. Sembra le persone non si appassionino a trattarli.

Molte sono le cause delle difficoltà ad assumerli come interessanti oggetti di lavoro: una visione prevalente del manager come risolutore, magari istantaneo, l’esigenza di favorire un’immagine di sé vincente, la mancanza di tempo per fermarsi a indagare e riflettere, il dare per scontate le definizioni dei problemi, un’eccessiva fiducia nelle tecniche, l’associazione tra problema, ricerca dell’errore e del “colpevole”.

Assumerli come oggetti interessanti significa anche darsi lo spazio per riconfigurarli, ossia ridefinirli, reimmaginarli, non lasciarsi imprigionare da predefinizioni delle questioni in campo, da routine.

Ciò significa non lascarsi ingabbiare dall’idea che l’unica modalità efficace di gestire i problemi sia quello di risolverli: questo è spesso un compito impossibile. Mentre è possibile riconfigurare anche l’esito dell’investimento: un risultato di successo molte volte è riuscire a gestire meglio un problema che non possiamo né risolvere, né eliminare.

In un mondo turbolento come il nostro, dove siamo chiamati a lavorare per problemi più che per routine, dove spesso gli stessi problemi non sono routinari e quindi nemmeno le soluzioni possono esserlo, pensiamo che a ricoprire più efficacemente ruoli di responsabilità siano coloro che sono in grado di attivare in sé e negli altri interesse, appassionamento per l’assumere e trattare problemi.

Il 17 aprile si avvierà una riflessione all’interno della quale ci sarà modo di presentare, attraverso un dialogo aperto con i presenti, le principali ipotesi ed esperienze dello Studio APS sull’argomento e la nuova proposta formativa Officina: comprendere e affrontare i problemi manageriali reali. Per iscrizioni e informazioni contattate la Segreteria dello Studio APS segreteria@studioaps.it oppure 02 4694610.