Archivio tag: malessere lavorativo

Singoli e lavoro nelle organizzazioni che producono beni e servizi

di Franca Olivetti Manoukian

Nelle organizzazioni lavorative è ed è considerata sempre più rilevante per la realizzazione di una produzione efficiente e efficace, la variabile costituita dalle persone. Non a caso nelle aziende sia pubbliche che private è spesso individuata una funzione denominata “Risorse Umane” o anche “Sviluppo organizzativo e Risorse Umane”: non costituisce soltanto una formulazione diversa di quello che un tempo era chiamato l’Ufficio Personale, che aveva compiti essenzialmente amministrativi, ma rappresenta una scelta significativa, anche se a volte più astratta che effettiva, di riservare specifica attenzione e di prevedere specifici investimenti perché chi lavora possa esprimere al meglio le proprie potenzialità. Alcuni sottolineano come si tratti di una dizione ambigua, perché il termine “risorse” potrebbe rimandare ad una rappresentazione semplificata che mette il cosiddetto fattore umano sullo stesso piano delle risorse finanziarie o materiali in un’ottica di “sfruttamento”. Ed è senz’altro probabile che siano ricorrenti tendenze di questo tipo. Ciò non toglie che alla componente “persone” , con vari intenti e con diverse declinazioni, si ritenga comunque di dover dare particolare considerazione. Continua a leggere

Come affrontare il proprio malessere lavorativo? (2)

slide-9Secondo post di Fabio Cecchinato, che prosegue nella riflessione sul significato della cura di sè nelle organizzazioni, soprattutto per dotarsi di strumenti adeguati ad affrontare ogni situazione difficile.

Avviare percorsi per guadagnare distanza e aprire uno spazio di cura di sé

Avviare un percorso di lavoro, in gruppo o individuale, sulla qualità della propria esperienza lavorativa e sul malessere ad essa correlato, è un primo atto fondativo di un processo di evoluzione personale che può condurre ad un contenimento delle proprie fatiche o sofferenze. Già questa decisione, e la conseguente apertura di uno spazio terzo di riflessione, ricerca e progettazione, in cui non si è soli, costituisce un primo importante atto “terapeutico”, perché poter contare su questo spazio consente di guadagnare una distanza riflessiva sulla propria situazione e consente di contare sulla consapevolezza  che si è aperto un luogo in cui è possibile investire nella cura di sè con l’aiuto di altri. Continua a leggere

Prendersi cura della qualità della vita di lavoro, propria e degli altri: è possibile! (1)

Aziende

“Non ne posso più“, “sono al limite”, “mi sento svuotato/a: espressioni che sono segnali spesso progressivi, che possono esplodere in gravi disagi. Le situazioni che descrivono sono già campanelli d’allarme, spesso anticipatori.Occorre rivolgere attenzione a sé e vigilare sulla propria condizione emotiva, sui sentimenti e sullo stato psicofisico, attenti ad intercettare segnali (deboli) e a dar loro voce. Difficile, ma non impossibile.

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Perchè occuparsi di malessere lavorativo?

di Fabio Cecchinato

Osservatorio Permanente_Pagina dedicataIn un momento in cui l’opinione pubblica sui temi del lavoro è tutta assorbita dalle questioni della mancanza di lavoro, nel senso delle difficoltà di accesso e dei rischi di esclusione, il rischio è passare sotto silenzio il fenomeno della diffusione del malessere nelle organizzazioni lavorative, che ha assunto proporzioni preoccupanti per vastità e intensità, al punto che in tutta Europa si diffondono ricerche e interventi sui rischi psico-sociali lavoro-correlati. Continua a leggere