Riconoscere e gestire i conflitti nei gruppi e nelle organizzazioni

Conflitti_senza ombraLe ragioni della proposta

Conflitti, divergenze, contestazioni e scontri sono inevitabilmente ricorrenti nel funzionamento delle organizzazioni lavorative: ne costituiscono una componente ineliminabile che va gestita, riconosciuta e valorizzata. In alcuni contesti organizzativi l’esigenza di gestire tensioni e conflitti è particolarmente acuta.
In alcune aree della pubblica amministrazione e nelle organizzazioni sanitarie, nei servizi ospedalieri e territoriali tagli e ristrutturazioni, accorpamenti e separazioni, avvicendamenti nei ruoli direttivi, ma anche controlli e richieste di adempimenti stanno creando tensioni e conflitti che, se non gestiti, inducono allineamenti conformistici e ritiri, distacchi e demotivazioni, minando la già fragile identificazione con le organizzazioni e le loro finalità. Questo accade proprio dove il personale rappresenta l’asse portante per la produzione perché i servizi si realizzano solo attraverso interazioni attive e attente tra operatori e destinatari.
Nelle grandi imprese le strutture matriciali e per progetti, il cui funzionamento dipende da cooperazioni ed accordi tra soggetti, unità e funzioni con obiettivi e interessi divergenti, richiedono continue regolazioni e contenimenti di forti tensioni e conflitti.
Nelle imprese familiari la compresenza di generazioni diverse, il passaggio del testimone tra di esse e la commistione tra gli interessi e i valori della famiglia e quelli dell’azienda, generano talvolta forti tensioni e situazioni conflittuali di grande intensità emotiva e di difficile risoluzione.
In tutti i settori un elemento di sollecitazione di situazioni conflittuali è una domanda di riconoscimento del valore del proprio contributo, tanto intensa e diffusa quanto sottovalutata e inascoltata, che alimenta le tensioni relazionali, le rivendicazioni e gli irrigidimenti.
Contemporaneamente non va sottovalutato il contesto sociale complessivo, in cui frammentazioni e incertezze inducono e alimentano sensi di insicurezza rispetto alle condizioni e alle prospettive di vita e di lavoro, che si riversano nelle quotidianità lavorative e enfatizzano insoddisfazioni e competizioni latenti: si traducono in attese e pretese nei confronti di chi occupa ruoli direttivi, reazioni aggressive e contestazioni grevi e bloccanti.
Tutto questo risulta particolarmente faticoso quando da ogni parte per esigenze di efficienza e di efficacia si raccomanda e si sostiene l’utilità e l’importanza di sviluppare sempre più consistenti integrazioni e cooperazioni tra le diverse parti dell’organizzazione e le varie professionalità.
Negli ultimi tempi affrontare questi fenomeni risulta particolarmente complesso e spesso le decisioni, le iniziative o i comportamenti espressi non hanno gli esiti auspicati e rischiano di essere controproducenti. Si vivono con difficoltà le contrapposizioni e i conflitti che spesso sembrano ostacolare più che arricchire la comunicazione. Quando è difficile sopportarli e gestirli si tende allora a reprimerli, misconoscerli, negarli o estremizzarli. Talvolta ci si rifugia nell’idea che sia impossibile influire su fenomeni che riguardano aspetti caratteriali e che non si possa far altro che mantenere le comunicazioni su un piano formale per garantire comunque un funzionamento minimale.
I conflitti tuttavia non si sciolgono, né si attenuano spontaneamente. Con il passare del tempo per lo più si cristallizzano, diventano parte delle routine della vita lavorativa e si arriva a considerarli “normali”. Per affrontare i conflitti, e per gestirli come elementi ineludibili dei processi di comunicazione che vanno sviluppati nei contesti lavorativi e in genere nei gruppi di lavoro, è cruciale riconoscerli, coglierne i contenuti, i livelli relazionali, le implicazioni soggettive, le possibili riformulazioni e negoziazioni.

Obiettivi
L’obiettivo del Seminario è favorire l’acquisizione di competenze per:

confrontare i quadri di riferimento con cui si leggono le conflittualità allo scopo di collocarle più puntualmente rispetto ai processi di evoluzione organizzativa che ci si propone di sviluppare;
ricercare modalità di comunicazione e interazione che consentano di circoscrivere contenuti su cui si condensano divaricazioni e competizioni, per individuare possibilità di contenimento e negoziazione;
comprendere meglio quali argomentazioni e quali atteggiamenti possono evitare l’amplificarsi e l’incistarsi delle situazioni conflittuali;
esplorare quali evoluzioni o innovazioni, comportamentali o organizzative possano prevenire lo sviluppo di conflitti distruttivi.

Destinatari

Il Seminario è rivolto a coloro che per i loro ruoli sono chiamati a occuparsi di situazioni conflittuali, quindi a chi svolge funzioni di direzione e di coordinamento, di gestione di gruppi, di promozione di innovazioni. È altresì rivolto a tutti coloro che nello svolgimento della loro attività professionale vivono conflittualità con colleghi e responsabili e che sono interessati ad affrontarle. Può essere di interesse anche per formatori e consulenti che nel loro lavoro si trovano a interagire con ambiti organizzativi e gruppi attraversati da tensioni e conflitti che condizionano risultati e funzionamento organizzativo.

Programma

Il Seminario si articolerà in tre giornate caratterizzate dalla seguente impostazione metodologica:

  • Saranno presi in considerazione diversi casi di situazioni conflittuali che saranno analizzati dal gruppo dei partecipanti.
  • I casi reali saranno utilizzati per sperimentare la costruzione di rappresentazioni delle situazioni conflittuali in grado di sostenere lo sviluppo di efficaci comportamenti gestionali.
  • Nello stesso tempo ciascun partecipante potrà verificare come si rapporta con vari tipi di conflitti, come li sopporta, come tende a interpretarli e come interviene o vorrebbe intervenire.
  • Il gruppo di lavoro sarà di dimensioni ridotte per favorire un adeguato spazio e respiro di riflessione sulle esperienze individuali.
  • Saranno proposte in ogni modulo concettualizzazioni mirate sulle questioni chiave emergenti per il gruppo.

Tra un appuntamento e l’altro saranno proposti lavori individuali e in coppia supportati da griglie di lavoro, per rafforzare la natura esperienziale e laboratoriale del percorso e approfondirne l’efficacia.

Il percorso si propone di trattare le diverse tipologie di conflitti:

  • i conflitti che si sviluppano orizzontalmente nei gruppi di lavoro, che riguardano modi diversi di interpretare l’oggetto di lavoro, definire obiettivi, trattare problemi, condividere decisioni;
  • i conflitti che si sviluppano nelle relazioni verticali tra soggetti in posizione di responsabilità e coloro che si trovano in posizione subordinata;
  • i conflitti che riguardano le interazioni tra le diverse parti dell’organizzazione e tra le diverse componenti professionali.

I partecipanti potranno proporre casi da discutere nel seminario segnalandoli, eventualmente, nel colloquio preliminare in modo da poterne preparare la presentazione.

Organizzazione

Il Seminario ha una durata di tre giorni. Per ogni giornata l’orario di lavoro previsto è dalle 9.30 alle 17.30, con un intervallo tra le 13.00 e le 14.00. Il Seminario ha luogo presso la sede dello Studio APS, in Via San Vittore 38/A, a Milano.
Le iscrizioni è necessario che pervengano alla segreteria dello Studio, anche per via telefonica. La conferma dell’iscrizione sarà data a seguito di un colloquio preliminare (anche telefonico) con il responsabile del Seminario.
La conduzione del seminario è affidata a due professionisti dello Studio APS che con ruoli diversi accompagneranno il lavoro del gruppo.

Costi

Il costo della partecipazione al Seminario è di € 1.100,00 più IVA. A seguito del colloquio e della conferma d’iscrizione sarà richiesto il versamento dell’acconto pari al 30% della quota di partecipazione.

Per le persone che non godono dell’appoggio di enti o di organizzazioni è prevista una quota di iscrizione ridotta pari ad € 700,00 + IVA.