Materiali preparatori della Giornata di Studio 2015

Riflessioni sulla Giornata di Studio 2015 – #GdS2015

di Francesco D’Angella

La Giornata di Studio di quest’anno si colloca entro un quadro carico di difficoltà. Si è confrontati contemporaneamente con trasformazioni minacciose, incombenti nel contesto economico, geo-politico e istituzionale complessivo, e insieme si ha a che fare ogni giorno con il permanere nei microcosmi organizzativi di instabilità e precarietà delle attività produttive e delle condizioni di lavoro. Si cerca in vari modi di far fronte con invenzioni e proposte innovative, con sperimentazioni anche felici accanto a insuccessi deprimenti.

Dedicare energie e interazioni a capire di più e meglio quello che sta accadendo nella quotidianità richiede investimenti speciali: comporta fatiche per prendere sufficiente distanza dalla pressione degli impegni e per autorizzarsi ad alzare lo sguardo verso altri mondi possibili.

Per la Giornata del 13 marzo 2015 abbiamo avviato un lavoro di co-costruzione conoscitiva. Si è pensato di prendere le mosse da un ascolto di alcuni contesti entro cui prendono vita delle riorganizzazioni attraverso delle interviste focalizzate a testimoni privilegiati, scelti tra interlocutori collocati nel privato e nel pubblico, nel campo manifatturiero e nell’area dei servizi.

Ad uno sguardo d’insieme dei materiali raccolti, come era in parte prevedibile, emerge effettivamente l’esistenza di una notevole varietà di situazioni, di orientamenti con cui si va a riorganizzare, di atteggiamenti con cui si agisce e si reagisce.

Questo dato – di per sé rilevante – ci sembra suggerisca con forza l’interesse e l’opportunità di sostenere e approfondire dialoghi e confronti che consentano di leggere con maggiore lucidità delle tendenze e di apprezzare se, come e quanto i movimenti in atto vadano a costruire nuovi scenari sostenibili e a valorizzare le potenzialità soggettive. A questo si collegano anche indicazioni verso ulteriori iniziative organizzative e ri-organizzative.

Nella giornata del 13 marzo si proporrà una “restituzione” ragionata dei materiali raccolti. Cominciamo a porre alcuni interrogativi ricorrenti su cui ci sembra interessante tentare delle rielaborazioni e fermarsi per chiarire e distinguere.

Ri-organizzare:

Se è costituito da processi che nei differenti contesti, possono avere e hanno diverse configurazioni e finalizzazioni che cosa implica per un’organizzazione nel suo insieme? Come ri-organizzare contribuisce ad una sopravvivenza, a dei rinnovamenti, a delle possibilità di sviluppo? Come, soprattutto in ambito pubblico, promuove legittimazioni rispetto alle attese e ri-collocazioni rispetto ai cambiamenti tecnologici e del mercato? Che cosa comporta per coloro che ne sono variamente attori, più e meno protagonisti? Quali implicazioni per le loro vicende lavorative e non? Per le loro aspettative e i loro desideri?

Obiettivi e esiti del riorganizzare:

Spesso le enunciazioni degli obiettivi appaiono sufficientemente definite: quanto sono effettivamente collegate alle possibilità di realizzare quanto viene proposto? Quanto vengono rappresentati gli esiti in itinere? Quanto e come nel riorganizzare è inevitabile privilegiare il riassetto economico/finanziario? Quanto e come è rappresentata l’istanza di tenere insieme passato e presente, differenze e omogeneità? Quanto si investe nel cercare di tenere insieme competenze, risorse, esperienze professionali, anche a prezzo di lacerazioni e amputazioni dolorose? Sono ricercate delle ricomposizioni positive? Eventualmente possono essere ulteriormente ripensate e ri-attivate?

“Bene comune”:

Questo termine viene messo tra virgolette perché non ci si riferisce ad una condizione fattuale, ad un’idea astratta di benessere collettivo. Si intende piuttosto richiamare l’attenzione sull’importanza di rappresentarsi entro una visione d’insieme i problemi con cui si misurano le organizzazioni e i singoli che in esse lavorano. Quanto nelle riorganizzazioni si arriva a ri-conoscere la presenza di un contesto in cui altri soggetti agiscono e interagiscono e non è possibile non tenerne conto? Quanto e come si riesce a rappresentare l’esistenza di qualche cosa di comune a cui val la pena riferirsi per il “bene” di ciascuno e di tutti? Non si tratta forse di scoprire il “bene” che si riesce a costruire, sperimentando delle condizioni di convivenza accettabili, pur tra estreme diversità?

Queste sono alcune delle questioni che cercheremo di affrontare e sviluppare nei diversi momenti della Giornata di Studio.

Forse sono troppe questioni e troppo insature. Forse sono questioni che in parte abbiamo già posto e su cui abbiamo già tentato delle elaborazioni. Forse si tratta anche di ritornare un po’ su dei passi percorsi ma non passati…

Ci auguriamo che ci siano interessi e curiosità per continuare una strada ineludibile ma davvero difficile e per continuarla insieme.

 


 

Investire nei processi conoscitivi per ricercare il “bene comune”

13 marzo 2015, Elfo Puccini teatro d’arte contemporanea, Sala Shakespeare

Incertezze, perdite, trasformazioni collegate alla profonda crisi del modello di sviluppo della nostra società sollecitano in diverse organizzazioni di lavoro innovazioni, ristrutturazioni, riforme, anche con consistenti contrasti e fatiche.
Aziende, Servizi, la stessa Pubblica Amministrazione hanno l’esigenza di trovare nuove forme organizzative, nuovi modi di lavorare assieme per poter continuare ad esistere, per essere sostenibili in questo mondo.

Frequentemente questi movimenti, a volte ponderosi, hanno esiti ben lontani da quelli auspicati e attesi, inducendo talvolta disinvestimenti, ritiri, demotivazioni, perdite di desideri.

Per avviare evoluzioni più corrispondenti ai nuovi assetti socioeconomici e culturali sembrano essere fattori strategici la riscoperta e la rivalutazione delle componenti relazionali, l’attenzione al come tenere insieme, il contenere le frammentazioni.

Questo è possibile quando si è capaci di ritrovare nella realtà beni comuni per cui vale la pena ricostruire legami, innovare comportamenti individuali e organizzativi, condividere rischi e soddisfazioni.

Può questa ipotesi realisticamente costituire una prospettiva entro cui rifondare l’agire organizzativo e istituzionale? Non è questa, forse, la via per generare, ritrovare la passione per l’impresa di cui si è parte?

Sono questi i temi/problemi, gli interrogativi sfidanti e di grande attualità che lo Studio APS propone di affrontare nella prossima Giornata di Studio. Si intende farne oggetto di confronti e di approfondimenti da diversi punti di vista.

Abbiamo avviato una esplorazione di esperienze e contenuti: per una più attenta e specifica preparazione abbiamo ritenuto opportuno investire in ricognizioni ampie e in più direzioni disciplinari, aprendo cooperazioni conoscitive e possibilità di avere contributi diversi, da diverse organizzazioni aziendali pubbliche e private, da cooperative ed enti locali.

Per queste ragioni la Giornata di Studio è stata posticipata. Si terrà, infatti, a Milano all’Elfo Puccini teatro d’arte contemporanea il 13 marzo 2015.

Singoli, gruppi e organizzazioni interessati a partecipare a vario titolo alla predisposizione della Giornata sono invitati a contattare i Soci o la Segreteria.

 

Per informazioni o per inviare materiali e riflessioni

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