Sperimentare nelle organizzazioni sanitarie

Lo Studio Aps propone tre nuove iniziative formative indirizzate ai vari ruoli di responsabilità chiamati a dirigere, gestire e coordinare reparti e dipartimenti di ASL e Ospedali, Hospice, RSA, Servizi Territoriali, Servizi Socio Assistenziali e Riabilitativi.

I contenuti delle 3 proposte tratteranno aspetti, oggi cruciali per responsabili e coordinatori:

  • come affrontare efficacemente i problemi organizzativi;
  • come motivare i propri collaboratori a essere parte attiva nei processi di cura;
  • come facilitare l’integrazione dei diversi professionisti per garantire la continuità di cura in sistemi, culturali, sociali ed organizzativi, sempre più articolati e frammentati.

Per ciascuna di queste questioni lo Studio Aps propone un breve percorso di confronto e apprendimento presso le proprie organizzazioni, sulle competenze necessarie ad affrontare i problemi, motivare i collaboratori e integrare i processi di cura.

1. La “costruzione dei problemi”, base per scelte progettuali e gestionali.

Molto spesso il lavoro di chi dirige un servizio o di chi conduce un team di lavoro ruota attorno alla convinzione che il suo compito principale sia quello di risolvere immediatamente e velocemente tutti i problemi. Questa convinzione alimenta una frenesia a decidere automaticamente, consuma pian piano gli spazi di pensiero e riflessione ma soprattutto genera un “compito impossibile”. L’esito è che dirigenti e responsabili di team sono attraversati da un elevato tasso di fatiche e sofferenze.

L’obiettivo degli incontri di approfondimento è come non essere stritolati da questo compito impossibile. Attraverso la messa in discussione delle modalità di analisi e definizione dei problemi e di come, a partire da questi passaggi iniziali, sarà possibile pensare differenti modi di gestirli e risolverli efficacemente.

 

2. La motivazione dei collaboratori tra obiettivi individuali e organizzativi.

Le organizzazioni sanitarie sono sempre più sollecitate a coinvolgere costantemente nel processo di cura i pazienti e le loro famiglie, portatori di bisogni, interessi e risorse sempre più differenziati. E’ così necessario che gli operatori assumano un ruolo più attivo che in passato nell’individuare le problematiche dei diversi destinatari e nel produrre risposte efficaci. E’ utile allora provare a comprendere come nei complessi e contradditori fenomeni che caratterizzano il funzionamento di queste organizzazioni si possa motivare i professionisti a investire.

L’obiettivo degli incontri è di affinare l’utilizzo di metodologie e strumenti efficaci per alimentare e tener in vita nei collaboratori le motivazioni necessarie a sentirsi parte attiva e proattiva nei processi quotidiani di cura e assistenza.

 

3. Sostenere cambiamenti per garantire la continuità di cura.

Nell’attuale evoluzione del quadro epidemiologico, i posizionamenti storici e i contributi di professionisti e servizi appaiono insufficienti a tutelare i processi di cura dei cittadini. Infatti i problemi di cura che si pongono oggi – invecchiamento, cronicità, multipatologie, fragilità sociale – costringono a rivedere il rapporto tra i diversi setting di cura (ospedale, territorio domicilio,…), i differenti professionisti (specialisti, infermieri, medici di base ) e le famiglie, gli amministrazioni locali e i servizi sociali. In particolare ai responsabili di servizi e team è richiesto all’interno del paradigma della continuità della cura di facilitare processi di integrazione efficaci.

L’obiettivo di questo approfondimento è di affinare metodologie e strumenti di integrazione efficaci per progettare e attivare processi organizzativi relativi alla continuità della cura.

 

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